La lotteria di Babilonia

La lotteria di Babilonia
ludo-mostra sui giochi dell’Antichità:

Come si giocava in Mesopotamia, alla corte dei Faraoni, nei palazzi di Cnosso e Atene…


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State progettando dei giorni di scuola aperta per le famiglie o per il vostro territorio?
Unite cultura e divertimento ospitando la ludo-mostra La lotteria di Babilonia sui giochi dell’antichità.

Museo farfalla ha raccolto in dieci anni alcune delle più belle riproduzioni di giochi da tavolo dell’antichità provenienti da musei, collezioni private, mostre e artigiani, organizzandole in una ludo-mostra unica nel suo genere.

Vicino alle teche che ospitano i reperti archeologici, grandi e bambini si divertono a giocare con scacchiere e pedine dei sumeri, dei greci, degli egizi!..
Attorno a loro pannelli che spiegano la Storia attraverso i giochi, e attori capaci di raccontare cosa significasse sedersi a un tavolo con dei dadi e giocarsi fortune o conoscere il futuro…

  • Interrogate il futuro con la tavoletta sumera di Ur
  • Provate la vostra destrezza sulla scacchiera egizia del Senet
  • Passate dalla terra al cielo con la tavola cretese di Cnosso
  • Cercate la salvezza attraverso il labirinto di Minosse
  • Confrontatevi giocando a Petteia come Achille e Aiace
  • Salvate il re vichingo o imprigionate la regina normanna
  • Ascoltate storie e racconti su come una partita a dadi poteva farvi signori o schiavi
  • Scoprite quanto sono antichi i giochi che ancora oggi ci divertono

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Per portare la ludo-mostra “La lotteria di Babilonia” nella vostra scuola, le  informazioni essenziali sono queste:

  • L’attività può svolgersi in locali scolastici, sufficientemente ampi e protetti;
  • I pannelli espositivi e i tavoli da gioco vengono allestiti e smontati nella stessa giornata;
  • L’attività può svolgersi nell’arco di mezza giornata, di una giornata intera, di un weekend;
  • I nostri maestri animatori presenti sono in proporzione all’affluenza prevista;
  • Il preventivo viene fornito via mail ed è in relazione alla durata dell’intervento, al numero di operatori richiesti, alla distanza della sede;
  • Per tutte le altre informazioni amministrativo-burocratiche, consultate la pagina informazioni.

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Qui a sinistra, nell’immagine grande, l’accuratissima riproduzione delle pedine dello “Hnefatafl” gioco praticato dalle popolazioni medievali scandinave.

museo farfalla
Nefertiti gioca a Senet

In questo affresco riprodotto sui pannelli della nostra mostra, una delle prime testimonianze di come i giochi da tavolo facessero parte della vita quotidiana delle élite dell’Antichità: la regina Nefertiti impegnata in una partita a Senet.

Gioco reale di Ur
(Mesopotamia, 2 600 a.C.)

Con Gioco Reale di Ur (o anche gioco delle venti caselle) ci si riferisce ad alcune tavole da gioco trovate nelle tombe reali di Ur da Leonard Woolley negli anni venti del XX secolo e datate ad un periodo compreso tra il 2400 a.C. e il 2600 a.C. È considerato tra i più antichi reperti completi di un gioco da tavolo che sia mai stato scoperto.

Insieme al Senet è considerato da alcuni uno dei predecessori del moderno backgammon.

Una ricostruzione dettagliata è stata avanzata da Irving Finkel (curatore del British Museum ed esperto di incisioni cuneiformi) all’inizio degli anni ottanta, sulla base dell’analisi di due tavolette cuneiformi. Secondo la ricostruzione di Finkel si trattava di un gioco di percorso e d’azzardo in cui i giocatori devono entrare da una casella della tabella e percorrerla fino all’uscita.

“Segugi e sciacalli”!
(Antico Egitto, 2 000 a.C.)

“Hounds and Jackals” è il nome dato ad un antico gioco egizio da Howard Carter, che ne ha trovato un esempio integro in una tomba tebane risalente alla XIII dinastia.

Attualmente conservato nel Metropolitan Museum of Art di New York. Un altro nome per questo gioco, meno frequente è “gioco delle cinquantotto buche”.

La tavola da gioco ha due serie di 29 fori. I pezzi da gioco sono dieci piccoli bastoni con le teste dello sciacallo o del segugio. L’obiettivo del gioco era iniziare ad un certo punto sul tavolo e raggiungere con tutte le figure un altro punto sul tavolo. Il gioco, apparso in Egitto intorno al 2000 a.C., è divenuto popolare nel Regno medio.

Senet
(Antico Egitto, 3 000 a.C.)

Il senet è uno dei giochi più antichi di cui si abbia notizia. Si tratta di un gioco da tavolo, considerato uno degli antenati del backgammon. La sua storia inizia nell’Antico Egitto ed è testimoniata da numerosi reperti archeologici ritrovati nelle tombe risalenti al Medio e Nuovo Regno.

Il termine Seneto Sen’to Senat significa “passaggio”. Il gioco probabilmente aveva, infatti, una funzione multipla: gioco di sfida e gioco con significati religiosi legati al “passaggio” dalla vita terrena all’aldilà.

In un primo momento fu un gioco praticato solo dalla classe sociale più alta, quella dei faraoni (V- IV millennio a.C.). In seguito, intorno al 1500 a.C. divenne un gioco per tutti e fu allora che assunse anche significato religioso: si cominciò a credere che le sorti dopo la morte fossero legate al risultato di una partita di senet, giocata fra il defunto e il Destino in persona. Questa credenza spiegherebbe perché si siano ritrovati nelle tombe molti giochi, immagini e spiegazioni di partite di senet. Nella tomba di Tutankhamon, ad esempio, sono stati ritrovati tavoli da gioco in legno e avorio, con cassetti per le pedine sotto la tavola.

Knossos
(Creta, 1 600 a.C)

L’antico gioco da tavolo scoperto da Evans nel palazzo di Cnosso risalente al 1600 aC.

È un “race game”, ma allo stesso tempo qualcosa di più: un antico simbolismo sulla vita e sul viaggio nell’Ade e il ritorno alla vita.La divisione tra le due parti del piano rappresenta l’Oceano fluviale che separa il mondo del vivi dal mondo dei morti.

Petteya
(Antica Grecia, 500 a.C.)

Uno dei più importanti giochi di strategia inventati dagli antichi greci per affinare le menti di giovani e anziani, era Petteia (o “Pesseia”).

Platone lo considerava l’equivalente di aritmetica e geometria per l’esercizio delle facoltà mentali.

Inoltre, si trattava di un gioco di divinazione, come nella celebre rappresentazione vascolare di Achille e Aiace intenti a giocare a “Petteia” per indovinare l’esito della Guerra con Troia.

La dinamica di questo antico gioco da tavolo antico piacque anche agli antichi romani, che l’arricchirono e lo chiamarono “lactus latruncularum” o semplicemente “lantruculi”.

Pachisi
(India, 500 a.C.)

Il Pachisi è un gioco tradizionale indiano che veniva praticato a corte con pedine viventi, utilizzando sedici schiavi con abiti dai colori della tradizione: verde, rosso, giallo e nero. Si tratta degli stessi colori del Chaturanga. Ora lo si pratica soprattutto su tavolieri di stoffa ricamata.

In periodo coloniale il gioco arriva in Europa; dove viene brevettato in Inghilterra con il nome di “Ludo” nel 1896.

oliviero grimaldi
lotteria-stand I nostri “stand”

Venite a giocare, e giocando imparare?

lotteria-operatori
I maestri animatori 
(l’anima del Museo Farfalla)

I maestri animatori vi conducono nella Storia con cordialità, intelligenza, attenzione. Vi raccontano storie, vi illustrano eventi, vi spiegano i giochi. Rendono la Conoscenza un piacere.

 


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Per informazioni siamo a vostra disposizione.
Potete compilare il modulo sottostante
o contattarci telefonicamente
al numero verde gratuito 800 628 168

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