La parola “Genio” viene dal latino génius che indicava una forza naturale produttrice, derivazione di gèno, ossia “genero, creo, produco”.
Dunque un significato molto diverso – e più bello, universale inclusivo – di quello che si è affermato nel secolo dell’individualismo, dove il “genio” è l’individuo fuori classe, super dotato, che lascia nell’ombra tutti gli altri.
E la “creatività” è solo quella degli artisti? O è una più generale e ampia modalità di utilizzare le informazioni che si hanno in modo nuovo e personale?
“Di Leonardo ce n’è uno, tutti gli altri son nessuno!” è l’antipatica filastrocca che spegne l’autostima della stragrande maggioranza delle persone.
Ma noi la pensiamo molto diversamente e tutto il nostro lavoro – le idee e le persone che le realizzano – stanno a dimostrare da tanti anni che il processo creativo è una modalità del pensiero che tutti possono attivare, ognuno secondo le proprie attitudini.
Servono solo curiosità, impegno e fiducia in sé stessi, che è tutto quello di cui ci occupiamo in questo percorso con una bellissima storia – di cui proprio un giovanissimo Leonardo è il protagonista.
Per lui entrare nel Castello del Duca non è cosa semplice, occorre che dia prova di sé al meglio. Deve usare tutte le sue idee.
E le sue idee sono lì, tutto attorno a lui, si chiamano Isabella, Simone, Youssef, Jasmine, Liù e tanti altri nomi quante sono i neuroni che formano l’intelligenza della specie umana a cui apparteniamo a tutti, indistintamente.
Saranno i vostri alunni sorridenti che indagheranno tante aree di creatività differente nei laboratori, ognuna secondo il proprio “genio” e restituiranno a Leonardo scoperte e spunti per nuove invenzioni in tanti campi diversi.